Tuesday, September 06, 2005

I consumatori rappresentano l'unico gruppo importante dell'economia che non e' organizzato, i cui punti di vista sono molto spesso ignorati.

Il grande problema dell'Italia contemporanea e' come controllare la forza degli interessi economici.
Spesso la parola "consumo" e' associata al significato di shopping alla ricerca dei prezzi migliori, mai associata all'analisi della forza delle grosse aziende, del governo.
Mai e' riuscita ad eguagliare il potere indiscusso delle aziende monopolistiche o no, il potere indiscusso dei nostri legislatori.

Eppure il consumatore e' definito come "la forza indiscussa" dell'economia, colui che ne guida il presente ed il futuro.
Il "consumo" e' il solo fine e la sola ragione d'essere di tutto cio' che viene prodotto.
Tuttavia la nostra societa' che in teoria si regge sulla "sovranita' del consumo" e' in realta' un'economia dominata da chi vende.

I consumatori per definizione, includono tutti noi, sono il piu' grosso gruppo economico nella nostra economia che controlla ed e' controllato, da quasi tutte le decisioni private o pubbliche sull'economia.
I due terzi della spesa economica globale sono rappresentati dai consumatori.

Ma questi rappresentano l'unico gruppo importante dell'economia che non e' organizzato, i cui punti di vista molto spesso sono ignorati.

Un'economia guidata da chi vende include monopolisti o oligopolisti che molto spesso si confrontano con consumatori singoli, o per lo piu' organizzati in piccoli gruppi.

La nostra e' un'economia in cui grandi capacita' di marketing, grandi artifici, grandi risorse, si confrontano in modo impari con singoli, impotenti consumatori, psicologicamente obbligati a comperare quello che il venditore vuole vendere, ignorando l'esistenza di merce migliore e piu' adatta ai propri bisogni, includendo quello di non dover comprare nulla.

Molto spesso la Societa' odierna crea un esercito di "consumatori malati" per avere un'economia sana.
Cosa rende cosi' insidiosi, fraudolenti e pericolosi i mezzi adottati da chi produce per vendere e' la loro natura nascosta: raramente sono trasparenti e visibili al consumatore.

"La produzione e' al servizio del consumatore" per decadi gli economisti hanno insistito sul fatto che i consumatori sono i re del libero sistema produttivo dal momento che comprano cio' che il sistema produttivo produce e quindi ottengono cio' che vogliono.
"La Produzione e' al servizio del consumo" fine della discussione.

Ma in realta' cio' che il consumatore vuole realmente, cio' di cui ha realmente bisogno, e' aria pulita, un posto di lavoro sicuro e merce e servizi di qualita'.

Se il diretto Roma Milano arriva abitualmente con due ore di ritardo, si puo' dire che il consumatore vuole andare da Roma a Milano, ma non necesariamente con quel diretto e a quelle condizioni.
Spesso il consumatore consuma quello che e' disponibile, non cio' che vorrebbe.

Quello a cui noi aspiriamo e' creare un libero mercato che funzioni come dovrebbe funzionare, in cui il consumatore, grazie al numero che rappresenta e' veramente l'arbitro dell'economia, non colui che ne patisce gli effetti.

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