Tuesday, September 06, 2005

Il socialismo corporativo

La nostra e' una societa' in cui le grosse aziende (es. Fiat, Alitalia) capitalizzano i loro profitti, ma socializzano le loro perdite...
In effetti noi siamo tassati per le loro disgrazie, per l'incapacita' direttiva dei loro managers, per l' incapacita' ad essere competitivi in un mercato in cui hanno perso il monopolio.

Che le risorse economiche del nostro Stato siano usate per ridurre il costo dei loro rischi non e' piu' un segreto.
Ma le attuali dimensioni del "welfare aziendale" sono spesso celate dentro oscure terminologie, argomenti tecnici, cosi' da evitare ogni pubblico controllo.
L'idea che i consumatori e i cittadini possano obiettare in modo efficace a particolari richieste e' ritenuta irrealizzabile.

Ma l'inganno, la truffa non e' unicamente nel bilancio economico.
Una gran parte delle proprieta' statali, foreste, risorse minerarie, coste e non ultime le frequenze usate nella trasmissione di onde televisive e radio sono a tutti gli effetti di proprieta' del cittadino, di colui che paga le tasse.

Purtroppo le proprieta' del cittadino sono troppo spesso considerate pubbliche solo in teoria, in pratica il governo le elargisce a prezzi irrisori in seguito a corruzione di pubblici amministratori da parte di interessi privati.
Il governo dovrebbe proteggere la proprieta' pubblica alla stregua di un'azienda che protegga i beni dei suoi azionisti.

E' preciso dovere dei cittadini

"Controllare cio' che possiedono"

Il governo spesso concede gratuitamente frequenze e licenze che vengono usate per il broadcasting di programmi televisivi, sperperando cio' che rappresenta la "ricchezza pubblica".
In ritorno il pubblico riceve un'informazione spesso non obiettiva, altamente commercializzata, e da canto suo non ha alcun accesso a frequenze e bande di trasmissione.

Tutti questi sono gli obiettivi della nostra protesta.
Da un lato combattere contro lo spreco di "risorse pubbliche" e dall'altro ottenere maggiori diritti nel campo delle telecomunicazioni, che rappresentano l'unica fonte di trasmissioni "libere".

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