Wednesday, September 14, 2005

A proposito di RAI

Da Affari & Finanza, La Repubblica,di lunedì 20 settembre

Milano. Sarà che avere il presidente del consiglio che è anche il tuo proprietario aiuta, ma certo i confronti fra i conti della Rai e quelli di Mediaset (e degli altri editori) sono assolutamente devastanti.
Se si sommano i risultati dei bilanci degli ultimi cinque anni (compresi quindi anni in cui Berlusconi non era a palazzo Chigi) si ottiene come risultato che Mediaset ha messo insieme un utile netto di 1742 milioni di euro, la Rai invece arriva appena a 145: neanche un decimo di quello che ha fatto Mediaset.
E pensare che le due aziende, come dimensioni, non sono molto diverse.
La Rai ha fatturato nel 2003 poco più di 2700 milioni di euro, Mediaset è arrivata a poco più di 3 mila milioni.
La differenza più grande sta nella composizione di questo fatturato.
Nel caso della Rai più del 51 per cento dei ricavi arriva dal canone, e solo il 38 per cento dalla pubblicità.
Nel caso di Mediaset, invece, più del 95 per cento dei ricavi arriva dalla pubblicità.
In sostanza, si tratta di due aziende simili (tutte e due fanno Tv), ma una si ritrova con metà dei ricavi che arrivano dal canone (si suppone con spese di acquisizione molto basse).
L'altra, bene o male, deve andarseli a cercare tutti e deve anche cercare di mettere poi quella pubblicità dentro programmi che mantengano comunque una certa audience (altrimenti crolla tutto).Mettiamo pure nel conto che la Rai deve fare tante cose (per compiti istituzionali), ma certo il confronto fra le due aziende rimane impressionante.

Ma dove si capisce che la Rai è un'azienda aliena, che non vive su questa Terra e con le regole in vigore presso le aziende televisive, è nell'analisi del suo fatturato e dei suoi costi.
Proviamo.
Per ogni 100 euro di fatturato della Rai, 39,4 se ne vanno per costi diversi di esercizio, cioè il funzionamento della macchina produttiva e per l'acquisto di prodotti.
In pratica il 40 per cento dei proventi della Rai se ne va per questa voce.
In Mediaset, ad esempio, i costi diversi di esercizio assorbono meno del 29 per cento del fatturato.
Insomma, solo qui ci sono dieci punti percentuali buoni di differenza.
Che cosa farà mai la Rai che non facciano anche a Mediaset? Portano la colazione in camera ai funzionari? Li trasportano in giro per Roma in Rolls Royce? Non si sa.
In conclusione: la Rai, come azienda (grazie alla pubblicità e al canone) è assai meglio di Mediaset.
Solo che poi, nel corso dell'anno, un buon 30 per cento del fatturato viene impiegato in non si sa bene che cosa (personale e costi vari, appalti, ecc.).
La Rai sarebbe una bellissima azienda, e molto redditizia, solo che il 30 per cento del suo utile potenziale viene sprecato in dissennatezze varie e assortite.
Per completare il quadro resta il discorso sulla costruzione della rete digitale di trasmissione: dagli iniziali e previsti € 130.000.000,00 per l’acquisto delle frequenze sono stati investiti solo € 21.000.000,00: ciò grazie all’intervento della ex Presidente.

A questo punto sorge spontanea la domanda: o le previsioni del Direttore Generale erano sbagliate dimostrando evidente incapacità oppure le “discutibili procedure” utilizzate per determinare l’acquisto delle frequenze erano tali da indurre la ex Presidente ad un intervento rivelatosi nell’interesse della RAI che alla resa dei conti ha “ risparmiato” € 110.000.000,00.

Giova ricordare, i giornali riferirono di intervento della magistratura. Che fine ha fatto? Resta da capire quali siano stati e sono i costi reali della rete digitale terrestre della RAI la cui costruzione è stata affidata in appalto a società esterne molto “vicine” al gruppo MEDIASET.

0 Comments:

Post a Comment

<< Home